Un Business Plan… che funziona!

Quante volte vi siete trovati a buttare giù su carta un’idea che credevate potesse rivoluzionare il mondo per poi accantonare il progetto a prendere polvere?

Questo avviene perché molto spesso i Business Plan vengono scritti con logica e cervello. Sicuramente, questi due fattori sono imprescindibili per realizzare un progetto posato ed equilibrato. Il problema è che finiscono sempre per sopprimere il fattore emozionale, quella scintilla iniziale che mette in moto tutto il processo creativo, il fattore cuore.

Ovviamente, qualunque professionista o accademico che si rispetti vi dirà che un Business Plan, per essere credibile, deve avere determinate caratteristiche razionali concentrate sui rischi, costi, analisi e tanti altri numeri. Questo non è del tutto errato, ma è tremendamente pericoloso per la fattibilità del progetto!

Michael E. Gerber, grande imprenditore ed autore di The E-Myth Revisited, edito dal New York Times (@MichaelEGerber), consiglia di realizzare quella che lui stesso definisce una “Stanza dei Sogni”, un posto dove sviluppare tutto ciò che viene prima del Business Plan, dove lasciare libera l’immaginazione e l’entusiasmo non preoccupandosi (almeno per ora) dei numeri ma rispondendo a domande come Perché vuoi realizzare questo progetto?, Quale sarà il tuo beneficio? Che impatto avrà nel mondo? 

ComGerber stesso dice: “La reale differenza tra un Business Plan che funziona sempre ed i tradizionali Business Plan è ciò che tu pensi e senti verso il tuo progetto. E’ la tua attitudine ed il tuo approccio al progetto che farà davvero la differenza”.

(foto: Camille Rose | Flickr)

By | 2013-03-20T15:05:52+00:00 20 marzo 2013|Leadership, Start-Up|0 Comments

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Esperto in Start-Up, Branding, Creazione e Sviluppo di Franchising. Founder, CEO e Executive Director in ReStore, impresa dedita allo sviluppo di start-up e franchising.

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