Che cos’è il Franchising

Molte volte diamo per scontato che tutti sappiano già cos’è un franchising e come funzioni, eppure questo concetto è meno diffuso di quanto sembri.

Quindi, ci sembra opportuno, se non d’obbligo, realizzare un post ad hoc per chiarire tutti i punti più basilari su questa forma contrattuale. Eh già, perché di questo si tratta, ma non voglio anticiparvi nulla…

Andiamo passo per passo:

1. Cos’è il Franchising

Il franchising non è altro che un forma contrattuale (disciplinata dalla legge 129/2004)con la quale una parte, il franchisor (o affiliante), concede all’altra il franchisee (o affiliato), la trasmissione di un know-how (o saper fare) a cambio di un corrispettivo iniziale ed una royalty mensile.

Cosa significa tutto questo? E’ molto più semplice di quello che si possa pensare: una impresa (il futuro franchisor) avvia una attività e, dopo qualche tempo, si rende conto la sua idea funziona bene ed è redditizia. Decide quindi di riproporla ma, non avendo fondi per poterlo fare direttamente, realizza un franchising,

Racchiude tutti i punti più importanti che caratterizzano e differenziano la sua idea (il know-how) quali il marchio, l’immagine del negozio, il modo in cui gestire i clienti, il software con cui gestire l’attività, le sue particolari politiche di pubblicità, il prezzo di vendita al pubblico ecc… in un Manuale Operativo e fa redigere un Contratto di Affiliazione iniziando a promuovere la sua espansione.

Quando trova qualcuno interessato ad aprire un’attività secondo le sue disposizioni, sottoscrive il contratto di franchising con l’interessato che diventa quindi un suo franchisee. Quest’ultimo, dopo aver corrisposto l’importo dovuto da contratto, realizzerà un proprio negozio ricevendo delle precise indicazioni dal franchisor, usando la sua immagine, il suo marchio e tutto il suo know-how. L’attività pertanto sarà di proprietà del franchisee (ossia dell’affiliato) che si occuperà dei costi e ne godrà tutti i benefici, corrispondendo solo una quota mensile (royalty) al franchisor per l’utilizzo continuativo del marchio, per l’assistenza e per tutti gli altri servizi che quest’ultimo presterà al franchisee per agevolarlo nella sua attività.

2. Qual’è lo scopo?

Vi sono benefici da entrambe le parti:

Il franchisor, come detto, potrà espandere il proprio marchio senza dover investire direttamente del capitale, ma riproponendo ad altri imprenditori la propria idea vincente e vendendo accrescere la sua presenza territoriale ed il suo fatturato.

Il franchisee, invece, avrà la possibilità di avviare una propria attività che, essendo già testata sul mercato, sarà certamente meno rischiosa. Inoltre, non dovrà creare un’identità corporativa e un concept, preoccuparsi di capire quali permessi occorrano, trovare software e strategie adatti ecc… perché sarà già tutto pronto e consegnato direttamente dal franchisor.

3. La Royalty, questa grande sconosciuta

Alcuni faticano a capire perché sia necessario versare una royalty mensile al franchisor dopo aver corrisposto il canone di entrata. Ebbene, non dobbiamo dimenticare che, per tutta la durata del contratto, il franchisee avrà a disposizione l’utilizzo del marchio di proprietà del franchisor ed usufruirà di tutta una serie di servizi che ogni buon franchisor deve includere nella propria proposta come: la realizzazione di campagne marketing nazionale, la fornitura al franchisee del materiale necessario alla pubblicità locale, l’assistenza a qualunque problema con i clienti, la ricerca di costanti aggiornamenti e innovazioni nel settore, ecc…

4. Esclusiva territoriale

Ogni franchisor prevede nel proprio Contratto di Affiliazione una esclusiva territoriale da concedere ad ogni franchisee al fine di assicurargli un’area di azione sufficientemente grande per sviluppare la propria attività in modo comodo ed efficace.

Il franchisor si impegna dunque a non sottoscrivere altri contratti con altri candidati volti all’apertura di ulteriori punti del franchising all’interno del territorio concesso in esclusiva al franchisee. Questa è una clausola presente in ogni Contratto di Franchising che si rispetti (salvo particolari occasioni) poiché tutela tutti i franchisee appartenenti alla stessa rete da una catastrofica concorrenza interna.

5. Serve qualche esperienza?

Assolutamente no! Qualunque sia il franchising a cui vogliate affiliarvi, anche se si tratta di attività professionali, non vi occorrerà alcuna esperienza. Se ne aveste, infatti, probabilmente non sarebbe necessario doversi affidare ad un’altra impresa e, ancora, avreste già tutti i mezzi necessari per lavorare per conto vostro.

Questo non significa però che possiate trascurare le normative relativa ai vari settori di interesse. Se, ad esempio, volete aprire un Centro Estetico in franchising, non servirà avere esperienza in materia, né che voi titolari abbiate conseguito un diploma estetico. Sarà però necessario assumere una estetista qualificata che si assuma la responsabilità dei trattamenti svolti nel Centro, come da previsto dalla normativa vigente.

6. Quando conviene affiliarsi… e quando no.

Generalmente, se state entrando in nuovo settore, volete mettervi in proprio per la prima volta o volete semplicemente investire del capitale, la formula del franchising è davvero una delle migliori. Ma non è sempre così.

Ci sono infatti dei casi in cui affiliarsi può non essere la cosa migliore: esistono ancora molti settori in cui i franchising presenti non sono così validi da giustificare una affiliazione e le proposte non risultano complete e convenienti; se avete esperienza in un campo, forse potreste avviare al vostra attività con poco e senza dover ricorrere al know-how di altri; il vostro progetto o la vostra idea potrebbe non essere ancora stata sviluppata in franchising e quindi i franchisor presenti non rispecchiano esattamente quel che state cercando.

In questi casi, potete sempre valutare di mettervi in proprio ed avviare una vostra Start-Up e magari, un giorno, realizzare voi il vostro franchising…

7. Cosa avviene alla fine del contratto?

La durata del contratto di franchising varia generalmente dai 5 ai 6 anni. Ma cosa avviene dopo?  Ovviamente questo dipende da cosa viene riportato nello specifico Contratto di Affiliazione. 

Generalmente, però, ogni buon franchisor che si rispetti tenterà di tutelarsi da eventuali “sciacalli” che pensano furbamente di affiliarsi, rubare tutti i segreti del know-how e poi proseguire per la propria strada. Per evitare questo, generalmente i contratti riportano una clausola di non concorrenza con la quale il franchisee si impegna a non partecipare, promuovere o avviare attività concorrenti nel territorio a lui concesso in esclusiva per tutta la durata del contratto e per tutto l’anno successivo.

Questa è una “clausola tipo” presente sui Contratti standard di Affiliazione, ma ogni franchisor può ovviamente modificarla come crede!

 

Ora, quando si parla di franchising, conoscerete tutte le basi per capire questo magnifico strumento di business.

By | 2016-12-09T18:29:49+00:00 29 luglio 2013|Franchising|1 Comment

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Esperto in Start-Up, Branding, Creazione e Sviluppo di Franchising. Founder, CEO e Executive Director in ReStore, impresa dedita allo sviluppo di start-up e franchising.

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  1. […] già esposto quelli che sono i ruoli principali e di base in un Contratto di Franchising: Franchisor e Franchisee. Esiste, a volte, un terzo giocatore che spesso compare nelle fila dei Franchisor più affermati o […]

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