Franchising: Il Boom delle Patatine Fritte

E’ innegabile, in questo periodo stiamo assistendo ad una vera rivoluzione, quella delle patatine fritte. Si potrebbe opinare che non è così, che le patatine ci sono sempre state, che si potevano trovare ovunque anche prima… eppure i numeri non mentono.

Analizzano un po’ più attentamente il settore, è facile capire come queste attività stiano letteralmente invadendo il mercato:

Prodotto diffuso e conosciuto

Come dicevamo, chi non ama le patatine? Sono un prodotto già conosciuto, diffuso e ormai familiare. Certo, è pur sempre anche un prodotto della tradizione olandese, ma non ne siamo poi così estranei. I Franchisor del settore hanno avuto la brillante idea di “perfezionare” le patatine nostrane (spesso surgelate e fritte alla bene e meglio) offrendo un prodotto fresco, artigianale ed sfizioso, rivestendolo ognuno con un Brand più o meno accattivante.

Prezzo accessibile

Crisi o non crisi, tutti abbiamo 2 o 3 euro in tasca per permetterci un cono di patatine, a qualunque ora ed a qualunque età! Questo vuol dire che il target di riferimento è così vasto che chi vuole investire su questo prodotto doversi preoccuparsi solo trovare una location in posti trafficati per iniziare a vedere la fila spuntare fuori dal negozio.

Investimento contenuto (almeno per alcuni!)

Trascurando chi ne sta facendo un affare speculativo, questo tipo di franchising non si allontana molto dalla media degli altri settori di food. Ne è un esempio lampante Chipsy Amsterdam che permette l’apertura di un punto con 45.000€ di investimento, importo addirittura al di sotto della media dei 50.000 / 70.000€ richiesti per uno street food di base.

Alto rendimento

A giudicare dai numeri, il rendimento dell’attività sembra essere piuttosto valido, tanto da rompere a volte il punto di break even già dal primo mese. Ovvio, restano fondamentali le variabili che stabiliscono il successo ogni attività in franchising come location, store manager, comunicazione locale ecc…

Insomma, a quanto pare, non si tratta di una nuova bolla speculativa (come a suo tempo quella delle famigerate sigarette elettroniche), quanto piuttosto di un settore che si manterrà al vertice per qualche anno per poi giungere a maturità a pieno beneficio di chi avrà saputo cogliere quest’occasione.

Unica avvertenza, attenzione alle “finte olandesi”. Molti, presi dalla foga di aprire nuovi marchi, stanno proponendo prodotti surgelati, non freschi, cotture in olio scadente e addirittura friggitrici inadeguate. Se volete cavalcare l’onda, quindi, affidatevi a chi vi propone (senza spennarvi) la vera procedura olandese.

By |2016-12-09T18:29:37+00:0025 marzo 2015|Franchising|0 Comments

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Esperto in Start-Up, Branding, Creazione e Sviluppo di Franchising. Founder, CEO e Executive Director in ReStore, impresa dedita allo sviluppo di start-up e franchising.

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