E siamo al quarto. Quarto video in questo viaggio della mia apertura con Filodoro.

Vi ho parlato fino ad ora del perché sono arrivato a questa scelta, delle fasi preliminari che ho impostato prima dell’affiliazione, degli step principali legati alla partenza e della programmazione del pre-apertura.

Bene, mo tocca entrare nel vivo dell’attività di coordinamento, se no ad apertura… quando ci arriviamo?

I primi step da avviare subito

Qual è il primissimo step da far partire? Beh, a dire il vero, ce n’è più di uno. Perché se per alcune cose va aspettato il momento giusto, per altre è meglio portarsi avanti.

Vedete come ritorna ancora la componente temporale. Il timing, come dicevo nello scorso video, in questa fase è tutto.

E allora, sin dai primissimi giorni, c’è da attivarsi per tutte quelle pratiche burocratiche che ti mettono in attesa per settimane, così eviti di perdere tempo.

Nel mio caso sono la SCIA, che coinvolge la Questura e che per questo ha dei tempi decisamente più dilatati, e, come per chiunque apra un negozio in Italia, i tempi di autorizzazione dell’insegna. Che poi, perché ci vogliano due mesi di attesa resta un mistero.

SCIA e insegna sono legate tra loro con l’altro punto che deve partire nell’immediato: la progettazione del locale da parte di Casa Madre.

Coordinare attività interconnesse

Qui è un po’ un cane che si morde la coda, in effetti. Una di quelle situazioni dove ogni cosa ha bisogno dell’altra, per cui la cosa migliore è prendere il toro per le corna e farle partire tutte.

Mentre Casa Madre si occupa della progettazione, va sicuramente avviata la SCIA, che confermerà poi (o correggerà) parte del progetto rendendolo in linea con le disposizioni di legge locali. Stesso discorso vale per l’insegna esterna.

Primo consiglio: per la SCIA, affidatevi a dei professionisti. Redigere il documento in sé non è certo difficile, ma sapere quale sia il documento giusto, cosa richieda il comune, non perdersi nei vari allegati ed evitare errori nei meandri burocratici non è cosa da poco. È una di quelle spese a cui non rinuncio mai.

Per quanto riguarda il progetto, invece, ho avuto la fortuna, da una parte, di trovare un locale davvero semplice da progettare, e dall’altra anche di avere confermata la grande disponibilità di Casa Madre e dei suoi collaboratori. E per questo il progetto mi è arrivato in tempi record.

E questo è stato un grande aiuto, perché mi ha permesso di incastrare i lavori strutturali da fare al locale.

Secondo consiglio: mai iniziare dei lavori o delle opere prima di avere un progetto in mano.

Qualche mesetto fa, forse in uno short, parlavo della necessità di non bruciare le tappe con i lavori e di non dare il via ad alcuna opera senza un progetto definitivo e condiviso. Cosa peraltro accaduta con un affiliato di un altro dei miei brand proprio recentemente, e che ha causato non pochi problemi da risolvere.

L’importanza della pianificazione

Come dicevo, questi primi step sono tutti interconnessi tra loro, per cui il progetto mi ha permesso anche di iniziare a muovermi per l’insegna, e farlo con largo anticipo, in modo da non dover arrivare corto alla data di apertura prevista.

E mentre le basi del locale iniziano a prendere forma, ci sono altre parti del progetto che devono essere portate avanti.

Ad oggi infatti:

  • gli allestimenti sono in fase di realizzazione
  • i lavori strutturali sono quasi ultimati
  • SCIA e insegna sono in lavorazione
  • e possiamo dedicarci anche a step più “leggeri”: corsi per la sicurezza, attivazione linea telefonica, assicurazione e tutte quelle altre cose che non vanno tralasciate

Insomma, in questo momento sono proprio nell’occhio del ciclone.

Prossima pietra miliare: la formazione con Casa Madre.