In queste ultime settimane sono stato nel pieno del vortice dell’apertura del mio store Filodoro a Bologna.
Peraltro, sabato 10 maggio inauguriamo! Per cui se siete in città, passate a trovarmi! Vi aspetto in Via Marconi 3/D dalle 16 in poi… Scusate ma l’invito era d’obbligo!
È qualche settimana, peraltro, che non riesco neppure a pubblicare nulla… E di cose ne sono successe in questi giorni. Ma la cosa di cui voglio parlarvi oggi, sempre inerente a questa avventura (ma in effetti comune a tante altre che ho vissuto e visto vivere), è un aspetto molto delicato… sottile direi.
Il rumore intorno ai progetti d’impresa
È una costante, forse, e riguarda il come gestire tutto quel rumore che accompagna spesso ogni progetto in partenza. Quel rumore di sottofondo. Quella… negatività? Se vogliamo? Quel “ma chi te lo ha fatto fare”, quel “io non lo avrei mai fatto” che, vuoi o non vuoi, chi ti sta intorno tende a gettarti addosso.
E se avete mai aperto una qualsiasi attività o fatto un qualsiasi tipo di investimento imprenditoriale, sapete bene a cosa mi riferisco.
E non voglio stare qui a riportarvi quello che mi sono sentito dire in questi ultimi tempi (anche se sarebbe divertente…). Voglio piuttosto concentrarmi sulla mentalità che credo sia importante mantenere quando si porta avanti un qualsiasi tipo di progetto.
La mentalità giusta per affrontare i feedback
Dal mio punto di vista, la chiave è nell’equilibrio. Ossia nel saper filtrare le critiche e/o le osservazioni che ti arrivano dall’esterno, in primis cercando di pesare molto bene la persona dalla quale ti stanno arrivando, e poi valutando se effettivamente quell’input abbia o meno un suo peso, una sua ragione di esistere o se sia semplicemente… inquinamento acustico (come poi del resto è nella maggior parte dei casi).
Cadere negli eccessi di una chiusura totale o di un’apertura incondizionata ai feedback esterni credo sia decisamente pericoloso.
Ci sono delle fasi in cui essere più recettivi verso un progetto e delle fasi in cui essere più selettivi.
È ovvio che se stiamo ancora pianificando l’investimento, ragionando sulla sua solidità, sul rischio imprenditoriale, sull’impegno che questo ci porterà a dover mantenere nella fase di avviamento e poi comunque nel tempo, beh, possiamo essere ancora abbastanza recettivi.
Abbastanza, però. Perché se ti metti a sentire tutte le campane che ti arrivano, alla fine ti demoralizzi e non fai più un c…
Insomma, se è vero che l’impresa non è per tutti, è altrettanto vero che sono tutti imprenditori esperti, quando si tratta delle imprese degli altri.
Dopo la decisione: chiudere le orecchie e partire
Quindi sì, in fase di brainstorming mantenere le antenne un po’ più alzate aiuta. Perché in tutto quel marasma, qualche input, qualche punto di vista esterno, qualche dettaglio o considerazione che non avevi fatto, puntualmente ti arriva.
Ma quando hai preso la tua decisione, quando hai fatto i conti, ci hai ragionato, ci sei tornato su, hai impostato il tuo budget… quando ci sei e decidi in maniera ultra ponderata di partire… beh, quello è il momento di tapparsi le orecchie e tirare dritti come treni.
Perché è proprio in corsa che la gente capisce che stai facendo sul serio ed inizia ad avere un’irrefrenabile voglia di dirti la sua, rischiando ovviamente di mandarti in confusione in un momento naturalmente delicato.
Devo dire che, nelle mie prime avventure, queste cose mi hanno spesso fatto tremare le gambe. Bastava una persona un minimo vicina che mi desse un feedback non proprio positivo che tutto tornava in discussione… anche quando ormai non era più possibile. E allora… panico.
Oggi, con più serenità e con la barba che inizia a sbiancare, ho capito che la maggior parte delle persone che ti danno quel tipo di feedback non hanno mai vissuto un viaggio simile e non sanno spesso di cosa stanno parlando.
Conclusione: equilibrio, sempre
Il senso è, come dicevo inizialmente, che ci vuole un grande equilibrio.
Dietro un punto di vista esterno, per inesperto che sia, si può sempre nascondere un quid che magari a noi, presi dal progetto, può essere sfuggito… ed è importante ascoltare molte campane prima di prendere una decisione.
Ma una volta fatti i compiti a casa e stabilita la partenza di un progetto, si deve chiudere la fase dei feedback e concentrarsi esclusivamente sull’operatività, senza troppe distrazioni.
Ed in genere, almeno per me, questo approccio ha sempre funzionato bene.
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