L’altro giorno ero in una call per presentare uno dei Brand che seguo. Una call classica di approfondimento con più di un partecipante, ma nulla di particolarmente impegnativo.

Come in ogni call di presentazione, iniziano ad arrivare domande, e ben vengano! Le domande facilitano sempre questo tipo di spiegazione. Ma uno dei partecipanti inizia a tirare fuori delle questioni che non avevano alcun fondamento.

Più che domande, si lanciava in giudizi, correzioni, perplessità (che per carità ci stanno tutte) ma molto spesso senza nessun tipo di base a supporto.

E più andavo avanti con la presentazione (abbastanza approfondita peraltro, il Brand è uno dei più innovativi) e più incalzava con le sue obiezioni.

Ora, fermo restando che ognuno è liberissimo di avere ed esprimere la propria opinione, oltre ad essere un po’ irritante (lo ammetto) questo tipo di atteggiamento non porta da nessuna parte.

Chi mi segue, o ha avuto a che fare con me, sa bene quanto tenga alla trasparenza, alla chiarezza ed alla trasmissione di tutte le info del caso che girano intorno ad una affiliazione. E ripeto, le domande sono fondamentali per entrare nel dettaglio,
Ma porsi con un atteggiamento saccente ed arrogante nei confronti di un format, non va mai a finire bene.

Oddio, nulla di trascendentale eh… ma c’è una cosa che spesso a questi signori non è chiara: Futuri affiliati all’ascolto, ricordate bene: il franchisor non ha l’obbligo di affiliare tutti ed un buon responsabile sviluppo (interno o esterno che sia) mentre parla con voi vi sta, in certo senso… selezionando. o filtrando, per così dire.

Così come state facendo voi con il Brand, ovviamente. Le partnership nascono sempre da una reciproca intesa. Ma se io mi ponessi come quello che ha creato l’impresa del secolo, quello che ha la verità in tasca e vuole insegnarvi tutto perché voi non ci capite niente, dubito che farei una bella figura, o ancor meno che riuscirei a farvi passare quello che di più conta, la bontà del format.