Quando mi trovo a parlare di impostazione, di idea di business e di innovazione, in molti video e lezioni mi sentirete dire che tutto è stato già inventato. Ed in effetti è così, e lo confermo.

Ma (e questo è un “ma” decisamente intrigante) ogni tanto qualcuno riesce a reinterpretare un settore così bene che riesce a tirare fuori dal cilindro qualcosa di davvero innovativo.

Se pensate di essere incappati in una i queste idee, beh, sappiate che (se davvero così fosse) avrete più di qualche gatta da pelare, perché quando si rivoluziona un sistema non è mai facile. Ma se ci si riesce, è lì che ci si diverte davvero.

Ve lo devo dire però, sono situazioni decisamente rare perché poter cambiare un settore intero, o addirittura crearne uno inesistente, non è cosa da poco.

Bisogna azzeccare in maniera piuttosto precisa una domanda latente che a volte nemmeno il target stesso sa di avere, risolvere un gap (che può essere di prezzo, di servizio o di prodotto) ed incastrare il tutto nel momento in cui il mercato è pronto ad accogliere questa novità. Il pelo sullo stomaco, poi ce lo dovete mettere voi.

Insomma, una specie di congiunzione astrale che il più delle volte fallisce l’allineamento e sfuma in una chimera… ma a volte riesce bene.

In 15 anni di esperienza, ho avuto la fortuna di partecipare a ben 2 progetti di questo tipo. Il primo fu l’introduzione, 12 o 13 anni fa ormai, di un nuovo modo di fare dermoestetica nel mercato italiano, un mercato che oggi sicuramente ognuno di voi conosce, anche solo di rimando.

Il secondo è in atto ora e riguarda un nuovo modo di proporre l’ecografia alle mamme in dolce attesa, inventando il concetto di ecografia emozionale.

Insomma… per quella che è la mia esperienza, la cosa non è così facile.
Per aiutarvi a capire quindi se questo quadro può funzionare anche per la vostra idea innovativa, proviamo a sviscerare quei 3 cardini di cui parlavo prima.