Come ogni anno, anche questa estate è uscito il rapporto di Assofranchising sull’andamento del franchising nel 2018.
E come stiamo andando? Beh, il rapporto ci prospetta dei dati piuttosto interessanti… devo dire che anche quest’anno hanno fatto davvero un buon lavoro.
Ma entriamo nel merito.
Partiamo subito col dire che il giro d’affari generale ha superato il 25 miliardi (parliamo di Euro ovviamente), registrando un incremento rispetto al 2017 del 2%.
Cresce anche il numero dei Brand italiani con un più 3,4%. Questo è un dato interessante. Si perché questo valore nel 2017 aveva registrato una contrazione dovuta molto probabilmente anche ad una professionalizzazione del settore. Insomma… due anni fa chi non ha fatto proprio tutto per bene ha trovato qualche difficoltà a reggere. Dopo la “pulizia” del 2017, nel 2018 eccoci di nuovo in crescita.
Siamo arrivati ad un totale di quasi 1000 insegne operative in Italia. Insomma, c’è l’imbarazzo della scelta.
Altro dato positivo è quello relativo ai punti affiliati che sfiorano ormai i 54.000, con un + 4,5%
Diciamo che ormai anche noi italiani stiamo finalmente passando dall’approccio casereccio del “copia e incolla” a quello più smart del franchising. Se ci possiamo fare una critica infatti, è proprio quella che siamo sempre stati storicamente un popolo poco affine a stringere nuove partnership… più vicino al “che figo… te lo copio” che al “che figo… aiutami a rifarlo”.
Ma per fortuna, anche questo trend sta cambiando sia grazie alle nuove generazioni di imprenditori, più europei rispetto ai loro nonni, che ad una tendenza generale di mercato.
Sull’esportazione dei nostri format all’estero si sta ridelineando la situazione italiana nel 2017, ossia numero di Brand in calo a fronte di una crescita dei punti affiliati. Possiamo interpretare questo dato proprio come fatto per l’Italia l’anno scorso. E’ avvenuta una sorta di “pulizia” anche nel mercato estero che ha accompagnato alla porta i marchi meno strutturati spingendo invece l’espansione di quelli migliori. Tutto nella norma, insomma.
Anche nell’import, il mercato europeo sta spingendo sempre più Brand ad aprire le loro porte a franchisee italiani, ma senza l’ausilio di un Master Franchisor. Credo che il dato vada interpretato come un nuovo slancio di interesse sul mercato italiano da parte dei Brand esteri. Per poter entrare in una nazione, infatti, il primo passo spesso è proprio quello di aprire qualche punto affiliato per iniziare a strutturare una rete.
Il Master Franchisor, in genere, è una figura che viene chiamata in causa quando Casa Madre non riesce più a gestire i punti direttamente e delega l’espansione di un territorio ormai avviato ad un altro imprenditore.
Passando alla distribuzione geografica, lo scenario non cambia rispetto agli anni precedenti. La Lombardia si conferma al primo posto nello sviluppo delle reti distaccando il Lazio non di poco. Seguono per numero di aperture Piemonte, Campania, Sicilia, Veneto, Puglia e così via…
E per quanto riguarda i settori?
Anche in questo caso la classifica non presenta sorprese. Cresce in maniera importante il settore dei Servizi che si posiziona al primo posto, complice anche la semplicità di gestione rispetto ad altri settori un po’ più complessi ed una media di investimento più contenuta.
Segue l’Abbigliamento che però, come prevedibile, registra una lieve flessione. Dobbiamo sempre tenere presente che in questo settore ci sono dei colossi che da soli reggono la maggior parte del mercato che resta comunque leggermente più statico di altri.
Terzo posto va alla ristorazione che di contro ha registrato il fatturato più importante rispetto agli altri, seconda ancora una volta solo alla GDO. Insomma, che questo sia uno dei periodi più floridi del food lo avevamo capito. Se state guardando a questo settore, occhio ovviamente ad alcune proposte che tendono ad essere solo una copia di altre. Cercate qualcosa di innovativo.
Seguono poi Commercio Specializzato, Bellezza, Casa, GDO e altro.
Qualche settimana fa parlavo in un video di come molti vivano perennemente in agguato nell’attesa del momento giusto per investire nel franchising, momento che però, secondo loro, non arriva mail.
Beh, ora i dati ce li avete, a voi la scelta.
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