Una delle notizie più discusse nel mondo del franchising (e non solo) è l’annunciata chiusura di oltre 400 punti a marchio Benetton, prevista entro il 2025, con una parte già avviata. La notizia, amplificata da titoli sensazionalistici, ha fatto molto rumore. Ma siamo sicuri di averla compresa fino in fondo?

La riduzione riguarda prevalentemente punti in franchising, con alcune riaperture previste in gestione diretta. Questo ha acceso il dibattito: c’è chi lo interpreta come un segnale del fallimento del franchising e chi, al contrario, lo vede come un adattamento strategico.

La vera portata del ridimensionamento

Per mettere tutto in prospettiva, parliamo di una rete Benetton che conta circa 3.500 punti vendita. La chiusura di oltre 400 negozi rappresenta una riduzione del 15% della rete totale. Inoltre, la maggior parte di queste chiusure riguarda il Sud Italia, dove il potere d’acquisto medio è più basso, rendendo il contesto economico più sfidante.

Non dimentichiamo di osservare il quadro complessivo del mercato dell’abbigliamento. Il settore è in continua trasformazione, tra l’ascesa dell’ultra-fast fashion, il boom dell’e-commerce e l’espansione di piattaforme come Zalando. In un contesto così dinamico, anche marchi consolidati come Benetton devono adattarsi per sopravvivere e prosperare.

Perché il franchising è coinvolto?

Se, come riportato, le chiusure riguardano soprattutto affiliati, una delle ragioni potrebbe essere la diversa marginalità. I negozi in franchising spesso operano con margini più ridotti rispetto a quelli a gestione diretta. Questo non è una novità per chi lavora nel retail: il mark-up nel franchising è influenzato dalla competitività crescente di un mercato sempre più dinamico.

Non siamo più negli anni ’90, quando i grandi marchi dominavano incontrastati. Oggi, anche realtà più piccole possono competere efficacemente, grazie alla digitalizzazione e all’innovazione. Questo mette pressione sui Big, costringendoli a rivedere i propri modelli operativi.

Un adattamento necessario

La decisione di Benetton, per quanto impattante, appare quindi coerente con l’evoluzione del mercato. Ridimensionare la rete per adattarsi alle nuove regole del gioco può sembrare doloroso, ma è una mossa che denota consapevolezza.

Chi ancora vede i grandi marchi come entità inattaccabili, sinonimo di sicurezza assoluta, forse non si è accorto che il mercato è cambiato. Oggi, per continuare a giocare, bisogna saper cambiare le proprie strategie e adattarsi a uno scenario in costante evoluzione.