Qualche giorno fa, uno di voi, sotto un video, mi ha fatto una domanda decisamente interessante.
Lì per lì ho risposto, come sempre, cercando di essere quanto più esaustivo possibile, per quanto lo si possa essere in un commento, ma la domanda ha aperto uno scenario così interessante che, onestamente, la risposta, almeno per me, ha lasciato diverse cosine in sospeso.
E così, come già successo in passato, ho deciso di farne un video. (Grazie ad Andrea per lo spunto).
La domanda in questione era: Se conosci una persona che reputi avere tutti i requisiti per gestire un punto affiliato, ma questa persona ha scarsi capitali, come pensi sia corretto o possibile affrontare questo ostacolo?
La mia prima risposta di impulso è stata: senza soldi, non si apre. Ed in effetti per quel che mi riguarda, in linea generale questa è la regola.
Attenzione però, non prendetemi per un cinico. Qui si tratta di sopravvivenza, oltre che di business. Dobbiamo tenere presente che il franchising, come ho detto molte volte, è un amplificatore. Questo vuol dire che una rete tende ad amplificare sia i circoli virtuosi che quelli viziosi.
Se ad ogni affiliato con un vero potenziale avrei concesso crediti in apertura, probabilmente avrei fatto saltare più di qualche rete.
E’ pericoloso esporsi direttamente nell’investimento di un affiliato, anche perché quei mancati introiti non sono solo mancati guadagni, ma fondi persi, o quanto mento sospesi, che sarebbero sicuramente utili ad investimenti vari e movimenti a beneficio di Brand e rete.
Scrivi un commento