Quando c’è da strutturare un nuovo progetto, o quando è il momento di reimpostarne uno esistente, nella testa dell’imprenditore o dello startupper inizia un party di idee di ogni tipo e colore.

Quante volte, nel bel mezzo di un brainstorming, ci siamo persi a pensare quanto sarebbe figo fare questo o quello o ci siamo fomentati su un’idea improvvisa che rispondeva esattamente ad un nostro desiderio utopistico o ad una nostra esigenza del tutto specifica.

Certo, l’emotività è uno dei motori dell’impresa, ma da qui a perdere totalmente il focus e la razionalità è un attimo.

Ora, che a nessuno venga in mente di essere esente da questo diabolico processo mentale. Magari, se siete più esperti, avete imparato a controllarlo, ma è un mood che è sempre lì, in agguato, pronto a mandarci fuori strada.

Del resto è un mood alimentato dalla passione, dalla creatività, dalla voglia di creare qualcosa che ci stimoli, che ci piaccia. Il problema è che, come dicevo in un video di qualche tempo fa: quello che ti piace, non sempre è quello che funziona.

Ecco allora che in fase di partenza, o di ripartenza, è fondamentale riuscire a raffreddare gli animi, ma non del tutto (la passione è comunque importante,) giusto il necessario per lasciare spazio al mondo reale e restituire il giusto valore alla regina di ogni progetto: la domanda di mercato.