Uno dei misunderstanding più comuni che girano intorno al concetto di franchising è sicuramente legato a quello di rete commerciale.
Del resto, furono prima Singer, quello delle macchine da cucire, e poi Ford a sfruttare l’impostazione del franchising per creare una vera e propria rete vendita.
E’ un’evoluzione naturale. Uno step che all’imprenditore del mondo retail può fare sicuramente gola, pensando di poter ampliare la distribuzione dei suoi prodotti in un territorio dato.
E molti lo hanno fatto, ovviamente.
Immaginate ai grandi franchising dell’abbigliamento o del oggettistica o dell’arredo, giocattoli, accessori, scarpe e chi più ne ha più e metta. Insomma, franchising e retail vanno sicuramente a braccetto.
Dov’è il problema, direte voi. Il problema è ne know-how.
Non sono poche infatti le imprese che, dopo aver avuto problemi nella creazione di una rete commerciale, credono di poter tentare un’altra strada costruendo una propria rete in franchising, dimenticandosi però che si tratta di due cose completamente diverse.
Una rete commerciale è formata da rivenditori, siano essi commerciali o punti vendita, che sono totalmente indipendenti dal fornitore e con il quale hanno solo un rapporto di fornitura. Qualche volta, questo rapporto di fornitura viene strutturato un po’ meglio e insieme ai prodotti vengono fornite vetrofanie, un po’ di materiale di comunicazione e magari un totem o un espositore che spinga la vendita di quei prodotti.
Ecco, per qualcuno questa è già una prima forma di franchising, ma è importante capire che così non è. Siamo in effetti ben lontani dall’impostazione in franchising e per più di qualche punto, ma principalmente per questi due.
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